Oblique Fields Factory Records – OFF Records

Record Company & Net Label from 1994

Netlabels & Creative Commons

Nuove frontiere della produzione indipendente e per la distribuzione
musicale e la tutela della proprietà intellettuale.

by chewz.net | rudimentale.com | zymogen.net

Moderatore Fabio Battistetti
Relatori Giuseppe Cordaro | Filippo Aldovini | Luca Sciarratta

Definizione:
Netlabel è un’etichetta discografica che distribuisce musica attraverso Internet (nei formati mp3 ed ogg). In pratica è un sito web, dove i dischi vengono pubblicati con la denominazione di release, spesso sono completi di copertina e grafica. Di solito una netlabel mette a disposizione le proprie release in maniera gratuita. Le netlabel è un modo di diffondere musica inedita di artisti in una modalità assai semplice, il tutto nasce da un sito web, da una una dichiarazione di intenti / about (che spesso ha motivazioni etiche di critica all’attuale business discografico di tipo verticale). Tutto questo rende più veloce, fruibile ed accessibile la musica prodotta dagli artisti. Questi, sono luoghi dove si stanno sperimentando forme inedite di produzione e distribuzione (vedi lo sviluppo di  software e nuovi metodi di collaborazione).
Gli strumenti che la Rete ha creato ed offerto al pubblico, all’ascoltatore hanno portato ad una
democratizazzione nella creazione di contenuti, si vedano i blog ad esempio.
I musicisti e gli attivisti del settore, trovarono pane per i loro denti già dall’avvento dei primi
software per la produzione musicale negli anni 90; a quell’epoca sulle BBS avvenivano i primi scambi di file musicali in Rete. Con l’evoluzione di Internet, il passaggio verso la pubblicazione degli mp3 on line è stato un fatto naturale, tramite l’utilizzo degli spazi web gratuiti all’inizio e per la diminuzione dei costi e della burocrazia nella registrazione di un dominio internet.
Su altri livelli, c’è stata anche la volontà di creare spazi per la diffusione di musica on line, come nuovo scenario di business: il portale italiano Vitaminic fu uno dei primi a permettere ai musicisti di pubblicare mp3, anticipando in qualche modo quanto riproposto recentemente da Myspace, ma questo è un altro ambito…
Così la Rete è diventata una nuova strada per la pubblicazione di musica, ed è in questo momento che è avvenuta la grande “abbuffata” dei colossi per buttarsi nel settore, creando dei mastodonti, non in grado di capire a pieno gli utenti e le direzioni che la musica stava prendendo.
I produttori musicali singoli, sono stati più attenti, partendo da una critica verso il sistema musicale verticale, hanno preso coscienza delle possibilità tecnologiche offerte dalla Rete e con lo spontaneità del do it yourself hanno costruito delle situazioni avanzate di distribuzione musicale.
In parallelo è esploso dai tardi anni 90, il fenomeno del peer to peer ed anche qui le risposte dei colossi non sono state adeguate, non avevano capito, come comportarsi: ancora oggi spingono verso il DRM (gestione dei diritti digitali) e solo nel 2007 con i dati di vendita dei dischi in picchiata da ormai 4 anni, iniziano a cambiare politica…
Le netlabels, a dire il vero non guardano a cosa fanno i grandi gruppi, vanno per la loro strada, oggi come oggi, però sono ormai da considerare attori primari all’interno del mondo della musica ed a breve saranno protagonisti del business musicale.
La portata del fenomeno netlabel inizia ad essere interessante, per il numero delle etichette attive, questo fatto aumenta le possibilità di poter ascoltare musica interessante ed allo stesso tempo, fornisce maggiori possibilità agli artisti di trovare spazi dove potersi esprimere. Queste nuove possibilità di pubblicazione possono portare ad una sovraesposizione di pubblicazioni, ma le netlabels hanno una caratteristica comune: la ricerca della qualità.
Da qualche anno, nell’ambito prettamente elettronico e minimal techno, stanno venendo fuori
nuovi produttori emergenti che sono ormai dei protagonisti nella dancefloor; è noto che molti nomi affermati curiosino nei cataloghi delle netlabels per stilare le playlist dei propri dj set; e dall’altro lato, alcune netlabels sono giunte a pubblicare il vinile (12″) per alcune produzioni che hanno riscosso un certo successo commerciale (il 12” è tipicamente suonato nelle situazioni clubbing).
In Italia, abbiamo una proposta differente seppur interessante, perchè è legata ad uno sviluppo musicale più “piccolo”: sino a qualche mese fa, Anomolo ha rappresentato un ottima esperienza di piattaforma musicale. Oggi, la proposta è sempre più vasta, e non si ferma alla pubblicazione degli mp3 su un sito: pubblica anche in formato cd-r con confezioni particolari le proprie uscite e suona in giro ed organizza eventi correlati. La realtà italiana fatica per il “nanismo” tipico e per la difficoltà nel produrre e distribuire in modo degno la cultura in generale; in questo ottica l’orizzontalità delle netlabels aiuta parecchio a fare qualche passo in avanti, ed oggi inizia ad integrarsi con il tessuto delle piccole etichette indipendenti, le quali giorno per giorno fanno sempre più fatica a vendere i propri dischi.
Il futuro non è ancora del tutto definito. Le netlabel si pongono in posizione critica rispetto al
mondo musicale canonico, essendo un modo diverso di approcciarsi alla musica.
La realtà di oggi (la crisi delle vendite, i riassetti all’interno delle majors, il dibattito sul DRM e gli esperimenti dei grandi artisti: Radiohead, Prince, Nine Inch Nails..) indicano che questo è un momento decisamente importante.
Esistono già, netlabels che vendono gli mp3, ed in se, non sono proprio considerate delle netlabels vere e proprie, sono più vicine ad un modello ala Beatport, Jamendo o in un caso più vicino all’Italia ed all’etica netaudio, Beatpick.
Si parla per il futuro della musica come di un servizio e non più di un prodotto: paghi un
abbonamento e con esso puoi ascoltare tutta la musica che vuoi, dove e quando vuoi, grazie alla diffusione del wi fi e dei riproduttori audio sempre più piccoli ed integrati nei cellulari, in auto… Su questo capitolo, le netlabels sembrano dimostrare simpatia, proprio per il fatto che si libererebbe la musica dal concetto stretto di solo prodotto.
Si procede così verso un concetto di “apertura”, e non più di “chiusura”, mettendo in soffitta la
questione DRM, ma per ora sono solo ipotesi.
I formati fisici (il cd o il vinile), in questi scenari, avranno ancora un senso, legati alle nicchie, al collezionismo ed in parte al mondo del clubbing.
Un altro punto in sviluppo in questo periodo, riguarda il licensing, ed il diritto d’autore, in Italia al momento sono attive 2 commissioni :
una relativa al rapporto tra nuove tecnologie e proprietà intellettuale
una per la revisione della legge sul diritto d’autore
Le netlabels quasi in todo hanno adottato le licenze proposte da Creative Commons che
permettono all’autore di un’opera di decidere l’uso e le modalità di esso della propria opera. Il sito di CC è assai eplicativo al riguardo sul tema: http://www.creativecommons.it
Fabio Battistetti

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